Che cos’è “Stem”, il nuovo formato di Native Instruments?

Da qualche ora gira la notizia che Native Instruments avrebbe lanciato settimana scorsa alla Winter Music Conference un nuovo formato, chiamato “Stem”, che permetterebbe ai dj digitali di “remixare” live, grazie alla strumentazione creata da Native Instruments, intere tracce grazie ad un sistema di partizione interna alle tracce stesse. Ma che cos’è esattamente questo “Stem”, come funziona? Bene, proviamo a spiegarvelo noi.

Prima di tutto occorre fugare ogni dubbio: il formato “Stem” non c’entra nulla con il “remix deck” già presente nelle ultime versioni di Traktor, ma potrebbe rappresentarne l’evoluzione. Tecnicamente i file Stem utilizzeranno lo stesso principio, ma la messa in pratica è decisamente diversa: i remix deck prevedevano il caricamento singolo di ogni “remix element”, che fosse un colpo di rullante, un campione vocale o un giro di basso, mentre nel caso dei nuovi “Stem Files” il caricamento verrà congiunto e lo split delle diverse sezioni della traccia selezionata avverrà automaticamente.

Per comprendere il principio che sta dietro quest’affermazione occorre tenere ben presente questa cosa: “Stem” non è un nuovo formato audio, ma si basa sull’mp4, audio / visual format già esistente da diverso tempo. “Stem” è in sostanza un sistema di metadata interno al file mp4, utilizzabile esattamente come un qualsiasi file stereo, che potrà essere creato attraverso un applicazione, “Stem Creator Tool”, che sarà scaricabile e fruibile gratuitamente a partire dal prossimo Giugno. Essendo alla portata di tutti, “Stem Creator Tool” permetterà a tutte le etichette del pianeta di creare i propri file .stem, rendendo quindi le proprie uscite disponibili e “remixabili” a tutti i possessori del nuovo hardware NI. Alcune etichette (Baroque Records, Cr2 Records, Get Physical, Green Herzblut Recordings, Hypercolour, InFiné, Kling Klong, Mobilee Records, Monaberry, Monkeytown Records, Noir Music, Rejected, Toolroom Records, e 50 Weapons) hanno sia partecipato allo sviluppo, sia si sono rese disponibili a far uscire le loro release anche in formato Stem, che saranno acquistabili ufficialmente all’inizio attraverso Juno, Traxsource e Beatport, ma che non fatichiamo a credere che nei prossimi mesi saranno disponibili anche su altri digital stores. Un network tra casa produttrice, sellers ed etichette è già quindi stato creato e sarà disponibile a tutti a partire dai prossimi mesi.

Come verranno creati i file .stem? Per creare un file .stem con il “Stem Creator Tool” sarà necessario isolare la traccia in fase di arrangiamento in 4 macro-gruppi (ad esempio: “vocals”, “drums”, “Synth”, “Bass”), esportare i macro-gruppi singolarmente creando quindi 4 file d’esportazione (WAV o AIFF) in fase di bounce ed importare successivamente i 4 file all’interno del software gratuito di Native Instruments, che creerà quindi un file audio “.stem.mp4″. Il file creato sarà utilizzabile ed udibile esattamente come qualsiasi file audio stereo e conterrà dei metadata utilizzabili dai supporti che ne sapranno leggere i contenuti.

Quali supporti leggeranno i file .stem? In quanto file mp4, qualsiasi sistema di riproduzione audio o software per djng (leggasi quelli di casa Serato e Pioneer) può leggere ed utilizzare i file .stem come un qualsiasi audio format. Nel caso in cui voleste utilizzare la feature per creare i vostri remix, i file .stem saranno leggibili ed utilizzabili dalle nuove versioni di Traktor Pro (dalla 2.7.4) in uscita a partire dal prossimo Giugno. I possessori del Traktor S8 saranno agevolati nell’utilizzo della feature in quanto compatibile con il “remix deck” già presente nello strumento.

Si tratta quindi di un formato proprietario? A giudicare da come è stato impostato il discorso da Native Instruments pare proprio di sì, ma tutto può accadere.

Si tratta di un’innovazione nel mondo del djing digitale? Dare tecnicamente ai possessori di un determinato comparto hardware di utilizzare (o mettere in muto) esclusivamente solo parti di una traccia attraverso un file nativo creabile da chiunque è un’innovazione non indifferente. Che, inoltre, apre indubbie, sconosciute possibilità di vendita in un settore, quello dei file audio, in cui il possessore originale è il primo che se ne giova.

Quando sarà disponibile questa “novità stem”? A partire probabilmente da Giugno, presumibilmente con l’arrivo di nuove strumentazioni hardware pensate e create con standard di fabbrica tali da rendere il nuovo formato facilmente fruibile da chiunque.

Siamo di fronte ad una rivoluzione del mercato musicale e nel mondo del djing? Staremo a vedere, in attesa soprattutto di capirne di più. #enjoythebar