Roland AIRA TB-3 Software Controller: Brian Eno VS Memory Splice

“The trouble begins with a design philosophy that equates “more options” with “greater freedom.” Designers struggle endlessly with a problem that is almost nonexistent for users: “How do we pack the maximum number of options into the minimum space and price?” In my experience, the instruments and tools that endure (because they are loved by their users) have limited options.” - Brian Eno (Wired)

Prelevati, ancora una volta, da Brian Eno e teletrasportati sul ciglio di un campo minato, minatissimo. Del resto siamo qui a parlare di un philosophy toy come la Roland TB-303 che ha soddisfatto i musicisti e le produzioni più disparate da “Smack My Bitch Up” dei Prodigy a Madonna su “Ray of Light” dai songwriter all’HipHop Base ai live improvisers.

E la Roland resta fedele e solida sulla questione opzioni con la AIRA TB-3 che, nonostante la disponibilità di Bit, Megabit, Gigabit degli odierni processori, a inizio 2014 se ne esce con l’evolutionTOY che carbura a sole 5 manopole, 9 tastini, l’immancabile value ed uno scarnissimo Touch Screen. Una macchina ben congegnata nel design, nell’history company design, nella playability e nel suono. Roland mette in campo tutta la sua esperienza nella renew di un prodotto che le ha portato fortuna e fortune. Così sostituisce la keyboard del MC-303 con un touch screen scarno ed elementare, ma reattivo e preciso: ricordate, “tools that endures have limited options”.

Poi lavora su una emulazione timbrica che suona bene e sull’envelope che è il secondo cuore della TB-3. Duecentonovanta euro ed è tuo, non proprio un prezzo DJ beginners considerando che questo aggeggio si occupa dichiaratamente e storicamente di linee di basso, kick, melodic patterns insomma per chiudere un mixage e lasciarne un po’ anche per il prossimo trip EthnoDub sulla TB-3 non ce n’è abbastanza. Ed ecco che entra in gioco il TEAM di Memory Splice, duo di performers, produttori, arrangiatori che proclamano nel loro manifesto una fusione al limite del sensuale tra uomo e macchina.In realtà ottimi lavoratori nel campo della musica clubbing e broadcast dance con esperienza pluriennale dalla radio di livello al Live. E forse allor per prevenire pericolosi circuit bendig sull’LCD, trapanate chassis sulla “O” di ROland etc. o forse perchè chi usa queste macchine cerca sempre di attraversarle e renderle più pratiche ed umane, ecco che programmano Roland AIRA TB-3 Software Controller, software controller standalone e VST per Mac e Windows che spacchetta in modo intelligente quel “formato winzippo” della TB-3 senza aprire le cataratte del controllo. Scava lo scavabile, insomma Memory Slice crea un software dedicato per supplire alle funzioni di editing (soprattutto timbrico) che sull’Hardware sono già presenti, ma nascoste. Il controller infatti piazza su una pagina tutte le funzioni interne della TB-3, dall’oscillatore, al filtro agli effetti, una vera manna per comporre in modo rapido e oculato in studio. Ovviamente tutto mappabile, magari non in modo fulmineo, ma c’è molto di peggio. La “macchinetta” si espande.

Qui ci disponiamo sul ciglio del campo minato di Brian Eno. In realtà i controlli rimangono pochi e coerenti con la macchina che avete sotto le mani, quindi niente perdita dell’orientamento tra miriadi di knobs digitali. L’interfaccia è semplice, un po’ troppo, insomma si sente che è un prodotto sviluppato sul campo per esigenze dettate dal live. Sembra quasi una di quei software custom per live tour in teatro oppure sembra una pagina di ableton live (Memory Splice strizza l’occhiolino). Il software combatte la “pigrizia” nelle applicazioni studio: spesso infatti i possessori del piccolo hardware si piazzano davanti alle yamaha NS10, lo lasciano nella borsa e aprono un Plug in. Interessante anche l’espansione VST e la possibilità di applicare tracce MIDI direttamente IntoTheDaw.

Costo dell’operazione? Venticinque dollari (che potete comodamente versare qui, mentre qui potete vedere direttamente la pagina blog dei Memory Splice riferita all’argomento), forse un po’ troppo per l’aspetto grafico e la semplicità di programmazione che questo tipo di software comporta. Di contro l’esperienza del live test Memory Splice la rende un’applicazione affidabile per professionisti, insomma chi ne ha fatto il centro nel suo set up la deve avere.

Comunicazione tra gli elementi digitali e Compattezza dei controlli facilitano l’intuizione musicale è questa l’idea maturata on the road dai Memory Splice, la piccola TB-303 è salva, Brian Eno ringrazia.