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Solar Bears
Advancement
Sunday Best
SBESTCD70/LP70
published:
18 Marzo 2016
I Solar Bears non sono una squadra di hockey sul ghiaccio di Orlando, bensì un duo elettronico irlandese formato da John Kowalski e Rian Trench. Già amici ai tempi del college, i due produttori hanno deciso di unire in un progetto i gusti musicali personali, imbevuti dal krautrock e dalla kosmische musik dei Seventies, per arrivare oggi fino al parto del terzo LP, pubblicato per Sunday Best. “Advancement” è il frutto della persistente ricerca sonora di Kowalski e del costante lavoro al mixer di Trench, ma non solo: l’amore per il cinema e per il film sperimentale che traspare da tutta la musica dei Solar Bears si è concretizzato in una duratura collaborazione con il regista americano Michael Robinson, il creatore dei due video e dell’artwork che accompagna l’album. Una release “cinematografica” nel concepimento e perché no, anche “cinematica” nel senso fisico del termine, in quanto commento sonoro e descrizione sensibile del moto di forze e corpi primordiali.
“Advancement” è un’affermazione gloriosa, un diktat dove i suoni e le frasi delle singole tracce possono apparire familiari all’ascoltatore, ma quando è colto nella sua interezza l’album si rivela una potente colonna sonora della primitiva bellezza dell’esistenza. I temi criptici e gli episodi evocati sono avvolti da gloria avvincente (“Man Plus” e “Scale”), chaos ordinato (“Wild Flower”) , tangibile intrecciato con l’intangibile (“Vanishing Downstrem” e “Everything Set Ablaze”),oppure riportati alla luce con palette di suoni epici e ritmiche incalzanti (“Age : Atomic” e “Separate From The Arc”). “Advancement” gioca pesante con la sensazione del sublime, quel particolare stato emotivo che si prova dinnanzi a qualcosa di infinitamente grande, come trovarsi al fronte di un evento di grande impatto - una tempesta o un’eruzione, oppure in una declinazione più allusiva, ad esempio trovarsi vicino a qualcosa di prezioso senza essere in grado di toccarlo o comprenderlo. Il sound design sperimentale dei Solar Bears fa uso di samples vulcanici, synth usciti dalla post-produzione di una qualche serie sci-fi vintage e suoni della vita selvaggia preistorica: in particolare i samples di strumenti etnici sono pesantemente processati o mascherati, riflettendo così l’esposizione ad un rapido declino del mondo naturale, il cui movimento è mantenuto dal loop della distruzione e della rinascita.
Il risultato è un album potente, che è in grado di bilanciare forze ed energie contrapposte, strizza l’occhio ai Boards of Canada e ai connazionali Lakker, guidando l’ascoltatore da un picco di tensione a un puro rilascio emozionale.