5Traxx X 2 // Native ed il set dei sogni, nel segno di FAT FAT FAT Festival

“We study, You Dance”: è questo lo slogan che racconta Garage Paradise, event series nata in quel di Verona con l’obiettivo di importare e predicare nella città di Romeo & Giulietta il verbo della “musica nera” in tutte le sue sfaccettature, da quelle più funk / soul a quelle più elettroniche, Detroit o Chicago poco importa. Sei DJ, sei istituzioni: Volcov, Riccio, Paolo Ldsq, Luca Trevisi, Nox e Gino Grasso. Il deux ex-machina? Matteo Vicentini: entrato in contatto con il mondo della notte nei “mitici” anni 90, folgorato sulla via di Damasco, tra un viaggio e l’altro in giro per il mondo come designer, dalla scena psichedelica e dalle improvvisazioni elettroniche di Rabih Beaini aka Morphosis, il veronese giramondo alle soglie del nuovo millennio torna a casa portandosi dietro un flow, un modo d’intendere il dancefloor tutto nuovo, colorato e poliedrico, mutuato da maestri del calibro di Sadar Bahar, Alex From Tokyo e Phil Asher. Un incubatore, Garage Paradise, dal quale prenderà poi vita un’altra event series, Roots, con la quale Matteo, diventato nel frattempo Native, assieme all’amico Patrick Gibin (aka TwICE, con il quale condivide anche Flying Machines, progetto in studio fatto di re-edits e chicche provenienti dalla scena nostrana e dal movimento pre-casa di Jack) imbastardisce ancora di più la propria concezione di “good sound” collaborando fianco a fianco con alcuni nomi eccezionali del panorama internazionale (da DJ Deep a Theo Parrish passando per Dego 2000black, Ron Trent, Marcellus Pittman e Piranhead) e contemporaneamente esibendo le proprie, di vibrazioni, perenne movimento tra sonorità proveniente dai quattro angoli del pianeta, tra passato, presente e futuro. Insomma, se non si fosse capito Native è uno di quegli artisti nostrani dal knowledge ricchissimo e dalla collezione di dischi strabordante che almeno una volta bisogna andare ad ascoltare. Per quello che ha fatto, per quello che è, per quello che vi potrà mettere sotto la puntina, difficilmente reperibile da altre parti.

La prossima occasione? Ve lo diciamo noi quand’è: questo Sabato, complice FAT FAT FAT, festival di cui vi abbiamo parlato diverse volte nelle scorse settimane - date un check alla nostra Festival Guide, potrete farvi un’idea molto più chiara e puntuale di quello che vi aspetta a partire da venerdì. Non potevamo non chiedergli qualche piccola anticipazione, lui però ha fatto di più, molto di più. Qui sotto ed in testata potete sentire e leggere il set dei Sogni, quello che potrebbe-ma-non-potrebbe aspettarvi tra qualche giorno in zona Macerata. Una prova di forza? Tutt’altro: un’operazione a cuore aperto, un viaggio profondo in quelle che sono le vibes che hanno reso Native quello che è, ovvero ad oggi uno dei selector di riferimento del Bel Paese.

Spingersi così a fondo non è da tutti, badate bene: godetevi l’ascolto e le parole dell’Uomo ancor prima che del DJ, inutile dirvi che ci vediamo di fronte alla consolle, col sorriso felice di chi è pronto ad imparare qualcosa di nuovo. “We study, You Dance”. #Enjoythebar

 

5Traxx x 2 - NATIVE

“…Queste sono le tracce che emotivamente potrebbero ricordare il set che farà sabato notte, al Fat Fat Fat Festival. Non hanno un ordine preciso, forse nessuna di queste tracce finirà realmente nella mia borsa, ma il sapore sarà questo. Vorrei comunicare solamente musica, buona musica, puro istinto armonico di chi la produce e una fiducia e predisposizione alle vibrazioni di chi la sta ad ascoltare. Non ci sarà un’ora di punta, un “momento dancefloor” o una “ora chillout”, sarà un set dove cercherò d’esprimere quello che per me vuol dire Musica. Che è quello che poi, a conti fatti, renderà speciale il prossimo FAT FAT FAT Festival…”

 

Alpha - Hazeldub (Come From Heaven 1997) :

Sottosottosottocostola dei Massive Attack, gruppo che nei primi viaggi in UK mi fece tornare con la voglia di saperne di più su quello che succedeva a Bristol e dintorni. Dilatati e fumosi.

 

Kim Band - Severna melodija:

Belgrado rimane un posto che ognuno dovrebbe provare. Ho incontrato gente meravigliosa con una cultura musicale jazz e fusion che mi ha semplicemente aperto la testa. Un pizzico di Belgrado potrei infilarlo Sabato.

 

Fractal - Soy Tuyo Señor:

Non sono ancora riuscito ad andarci, ma rimane nella mia lista…il Perù e l’avanguardia peruviana mi fanno capire come la stessa cosa, vista da occhi diversi, possa dare vita a cosa completamente differenti. A mio avviso una delle scene elettronica più interessanti del momento.

 

David Lynch - The Pink Room:

Qui non c’è nulla da dire. La scena dove Lynch ha voluto mettere questa canzona è a dir poco torbida. Adoro questo ritmo lento e ossessivo, con quell’arco malsano che ti tocca. Di sicuro un po’ di lussuria sabato sera cercherò di suonarla

 

Muddy Waters, Howlin Wolf, Bo Diddley - Long Distance Call:

Per anni ho ascoltato dove nasceva il vero suono del Blues, loro me lo hanno fatto capire bene. Nei miei set adoro mescolare anni ed epoche diverse, trovo incredibilmente affascinante come possano amalgamarsi. Ruvidi, sudati, pieni di whisky.

 

Glenn - Zeit:

La Germania ha influenzato molto il mio gusto, soprattutto nella sua risposta a quello che è stato il fenomeno “psichedelico” proveniente dagli USA anni 60. Un downtempo che mi ricorda moltissime cose in quel di Berlino…ma anche il mio set al Terraforma.

 

Deep Space Network - Graviton:

E arriva la musica “Elettronica” in tutte le sue branche…non trovo nulla di più sinergico e simbiotico delle sonorità dei primi anni 90 Questo a mio parere è un capolavoro di “dare e avere”, quei suoni tondi ed incapsulati ti possono far ballare sul dancefloor tanto quanto a casa, sul divano. Anche in questo caso, provo molto interesse nell’unire suoni di questo tipo con ritmi più caldi, magari con del reggae.

 

90° inclusive - Slave Trade:

Il Reggae. Senza dubbio, per quel che mi riguarda, in ogni set è fondamentale inserire questa traccia: mi allarga il campo d’azione riempiendo il cervello d’aria e dando spazio, nel caso di questa traccia dei 90° inclusive, a suoni funk / soul su ritmi Reggae.

 

Autechre - Bronchusevenmx24:

Non mi sento di dire nulla su questa traccia. Dico solo: chiunque, si professi o meno appassionato di musica elettronica, dovrebbe avere almeno un paio di loro LP. Grazie Autechre!

 

Julie Driscoll - Season Of The Witch:

La psichedelia ha significato tanto nella mia cultura musicale…e mi sa anche nella vita. Gruppi principalmente americani, ma anche europei ed australiani, mi hanno insegnato le lunghe parti d’assoli e le dilatazioni improvvisate. personalmente ho scelto questo brano di Julie Driscoll perché rappresenta con stile quel periodo. Sabato notte potrebbe essere la situazione esatta anche per questo pezzo.