Qualcuno di voi avrà forse avuto la fortuna di vedere il suo set a Milano a giugno, ed essere trasportato in un viaggio che dalla capitale lombarda arrivava fin sopra alle Ande ecuadoriane.
Nicola Cruz è nato in Franca da genitori sudamericani; attualmente vive e lavora a Quinto, capitale dell’Ecuador. La cultura Andina, i suoi paesaggi, i suoi riti ed i ritmi penetrano prepotentemente nelle produzioni di Cruz, che mescola elettronica ed elementi folklorici dando vita ad un suono definito come ‘Andes step’. Il tempo spesso rimane sotto i 120BPM, in un range che oscilla fra gli 85 e i 115, un po’ come accade nelle produzioni di Nicolas Jaar, artista con cui Cruz ha collaborato nel 2012.
Il 2017 è stato un anno particolarmente denso per questo produttore sudamericano: un tour in Nordamerica, inclusa una data al Mutek di Montreal (a Ottobre/Novembre lo troverete invece in Europa) e ben due EP (Cantos de Vision e Espiritu), usciti entrambi su Multi Culti Records. Ad una settimana dalla sua ultima release (FOLHA DE JUREMA, uscita il 15 Settembre su The Magic Movement), TsinoshiBar ha incontrato Nicola Cruz per scoprire qualcosa in più su questo ultimo lavoro.
ITALIAN VERSION
Ciao Nicola, è un piacere averti qui a Tsinoshi Bar!
- Parliamo della tua ultima uscita, FOLHA DE JUREMA. È una interpretazione personale di una canzone tradizionale afro-brasiliana, ed include i vocals della cantante Arteria FM e la collaborazione con i musicisti Salvador Araguaya e Spaniol. Come vi siete incontrati voi quattro e qual’è la storia dietro alla traccia? La versione originale della canzone ha un significato particolare nel folklore Sud-Americano?
Nel 2015 ho suonato a San Paolo per la prima volta. Finito il mio set, sono uscito a prendere un po’ d’aria fresca e Fabiola aka Arteria FM è venuta da me e ha subito cominciato a cantare questa canzone. Il giorno dopo eravamo tutti in studio ad arrangiare questo pezzo a modo nostro (diverso rispetto alle numerose versioni già esistenti). Da quel momento, è diventata una tradizione fare un salto in studio tutte le volte che visito San Paolo con Spaniol, Salvador Araguaya, e Renato Navarro alla registrazione. È una canzone che dipinge un ritratto molto ‘brasiliano’ della samba, dell’amore, della cultura afro e orishas.
- Ho letto che presti molta attenzione nella scelta gli artisti che andranno a remixare le tue tracce; come hai scelto i tre produttori che hanno lavorato ai remix di FOLHA DE JUREMA, Carrot Green, Crussen e Xique Xique? Fra l’altro, ho notato che il titolo di ogni remix fa riferimento al nome di un frutto 🙂
Sono, un grande fan di questi produttori da diverso tempo ormai (oltre ad esserne amico). Ci siamo trovati su diversi punti, e per me è importante conoscere le loro idee e la loro visione della musica. In questa maniera posso decidere se sono in sintonia con loro o no, e quindi se ha senso l’idea del remix, della reinterpretazione. Frutta e dolci sono un trattamento della label.
- Dopo aver pubblicato per ZZK e Multi Culti, FOLHA DE JUREMA, è uscito su The Magic Movement, come sei entrato in contatto con loro?
Credo di aver in contrato David/ Noema nel 2015 a Berlino; abbiamo scambiato alcune idee, bevuto birra e ascoltato musica ovviamente. È interessante vedere tutta l’attenzione che The Magic Movement ha messo nella musica brasiliana, e il fatto che siano riusciti a stampare queste piccole gemme da suonare in vinile è fantastico, adoro suonare in vinile. Massimo rispetto per la volontà di mantenere qualità nella musica (dalla registrazione alla stampa).
- Il tuo album Prender el Alma è uscito nel 2015, qual è stata l’ispirazione dietro a questo lavoro?
Direi sostanzialmente… la vita. Essere sveglio, essere consapevole della maggior parte delle situazioni che sono in grado di capire, essere aperto a ricevere nuove conoscenze ed ovviamente farne qualcosa, qualcosa che spero possa trascendere. È un’operazione impegnativa processare tutto ciò, per questo credo che alla fine ne sia venuto fuori un album.
- Qualcosa che amo davvero della tua musica è il misto fra tecnologia ed elementi folklorici e tradizionali: sembra un ossimoro, ma alla fine funzionano davvero bene insieme.
Si tratta di riuscire a scolpire la musica/ il suono con una tensione.
- Una cosa che si fa notare nella tua musica è il tempo rallentato. Come ti è venuta l’idea di ridurre i BPM?
Prima facevo musica più veloce, poi ha cominciato ad annoiarmi ed ho cominciato ad esplorare qualcos’altro. Adesso sono tornato ai 142 BPM però. Sto cercando di trovare il minimalismo a velocità più elevate.
- Immagino ci sia un sacco di ricerca sulla musica folk e sudamericana dietro alla tua produzione, come la fai?
L’unico modo possibile credo sia ascoltare un sacco di musica. Questo genera domande e la ricerca nella storia musicale e antropologica. Si trovano cose molto interessanti sotto la superficie.
- Vivendo in ecuador, immagino che tu abbia accesso a un sacco di produttori e scene musicali che difficilmente raggiungono l’Occidente. Potresti segnalarci alcuni degli artisti sudamericani più interessanti? Com’è la scena musicale in Ecuador?
È una scena che si sta sviluppando, in questo momento è a un punto in cui sta trovando la sua strada, un momento di grande sperimentazione.
Dal Sudamerica: Matanza dal Cile, Chancha via Circuito dall’Argentina, Peter Power (direi che è brasiliano per il suo contributo anche se in realtà non lo è), Dengue Dengue Dengue dal Perù. Credo che attualmente questi nomi siano stati in grado di evolversi in qualcosa di molto interessante: un messaggio completo, ed una solidità in termini di suono e di performance live. Ovviamente ci sono nomi nuovi di continuo, che crescono sempre più forti, ma per me una cosa che conta in maniera incalcolabile è come riesci a crescere come musicista e a portare il tuo progetto verso la trascendenza, e questo è qualcosa che si vede col tempo.
- Ho notato che i tuoi video musicali sono sempre fantastici. L’aspetto visivo della tua musica è qualcosa di cui ti piace prenderti cura?
Certo, amo l’idea di trovare degli alleati visivi alla mia musica. Ovviamente è qualcosa che non potrei fare senza degli specialisti che traducono davvero le mie idee in una sequenza visuale. Senza dubbio mi piace essere in controllo di qualsiasi cosa riguardi il mio progetto.
- Hai suonato in Italia qualche mese fa, come ha reagito il pubblico italiano al tuo set? Avevi preparato qualcosa in particolare?
È stato fantastico. Ho suonato solo a Milano finora, e mi è piaciuto un sacco. Uno di quei posti in cui le persone sono entusiaste fin dal primo minuto. Mi piacerebbe esplorare di più l’Italia.
- La tua musica viene spesso definita come molto “spirituale”, e trovo che sia un aggettivo molto interessante, perché penso che la musica elettronica possa avere una dimensione molto tribale/ rituale: entrare in un club buio, con il DJ come uno sciamano che guida il pubblico in uno stato simile alla trance con la sua musica. Sei d’accordo?
Sono d’accordo, ma lasciando fuori tutti gli aspetti egoistici della cosa. Ormai, vedo che il “nome”, la promozione e l’attitudine sono tutte molto auto-centrate, come se il DJ/ Performer fosse una specie di dio. A me piace pensarla in maniera orizzontale, hai presente? Tipo “siamo in questa situazione tutti insieme, viaggiamo sicuri”. Allora è una trance sicura, non una manipolatoria.
ENGLISH VERSION
Hi Nicola, we’re glad to have you here on Tsinoshi Bar!
- Let’s talk about your latest release, FOLHA DE JUREMA. It’s a personal interpretation of a traditional afro-brasilian song and it features vocals by singer Artéria FM and the collaboration with musicians Salvador Araguaya and Spaniol. How did the four of you guys met and what’s the story behind the track? Does the original song has a particular meaning in the South- American folklore?
2015 was the first time I played in São Paulo. After I finished my set, I went out for some fresh air and Fabiola aka Artéria FM came up to me and began singing this song straight away. The next day we were all in the studio arranging this piece in our own unique way (from the many existent versions). Since then, it has become a tradition to hit the studio everytime I visit São Paulo with Spaniol, Salvador Araguaya, and Renato Navarro in the recording. It’s a song that paints a very ‘brazilian’ portrait of samba, love, afro culture and orishas.
- I’ve read you’re extra-careful in picking up the remix artists for your tracks, how did the choice happen in the case of the three producers involved in the FOLHA DE JUREMA Remixes, Carrot Green, Crussen and Xique Xique? By the way, I’ve noticed every remix title features a reference to a fruit 🙂
Well I’m a big fan of this producers (besides being friends) for a while now. We’ve come across in different spots and for me it’s important to see their ideas and vision of music. That way I can decide if I relate or not, and of course if it makes sense the remixing/reinterpreting idea. Fruits and creams are the label’s treat.
- After releasing for ZZK and Multi Culti, FOLHA DE JUREMA is coming out on The Magic Movement, how did you firstly got in touch with them?
I think I met David / Noema back in 2015 in Berlin, sharing ideas, having a beer and listening to music of course. It’s interesting the extra focus that the Magic Movement has put into Brazilian music, and the fact that they have been able to print this little gems to play them in vinyl is great, I love playing vinyl, much respect to the idea of keeping quality in music (from the recording to the pressing).
- Your album Prender el Alma came out in 2015, what was the inspiration behind this work?
I guess basically… life. Being awake, being conscious of the majority of situations that I can possibly understand, and being open to receive new knowledge, and of course doing something with it, something that can transcend hopefully. That information is a big thing to process, I think that’s why it resulted in an album.
- Something that I really love about your music is the mixture between technology and traditional / folkloric elements: it looks like an oxymoron, but in the end these two things work very well together
It’s about sculpting sound/music with voltage.
- Something that stands out in your production is the slowed-down tempo. How did the idea of reducing the BPM came about?
I used to make faster music, then I kind of got tired of it and started exploring something else. Now I’m back to 142 bpm though. I’m trying to find minimalism at higher tempos.
- I imagine there’s a lot of research on folk and south-american music behind your composition, how do you do that?
The only possible way I believe, is listening to lots of music. That generates questions and digging into musical and anthropological history. You find very interesting stuff below surface level.
- Living in Ecuador, I assume you’ll have access to a whole range of producers and music scenes that hardly reach the Western world. Would you point out some of the most interesting South American artists for us? How’s the Ecuador music scene like?
It’s a scene under development, right know it’s at a point were it is finding it’s way, a very experimental time. From South America: Matanza from Chile, Chancha via Circuito from Argentina, Peter Power (I will say he is from Brazil even if he’s not, due to his contribution), Dengue Dengue Dengue from Peru. I believe these names have been able to evolve into something very interesting now a day: a full message, solid sound and live act. Of course there are new names everytime, growing stronger, but for me a thing that counts invaluably is how you manage to grow as a musician and lead your project towards transcendence, and that’s something that you see with time.
- I’ve noticed that your music videos are always pretty stunning. Is the visual aspect of your music something you like to take particular care of?
Sure, I love the idea of finding visual allies to my music. Of course this is something I cannot do without the masters who really translate my ideas into a visual sequence. But definitely I like to be on top of all of the stuff that concerns my project.
- You performed in Italy a few months back, how did the Italian audience reacted to your set? Did you prepared anything particular?
It was great. I’ve just played Milano so far, and I love it. One of those places where people are embarked from minute one. I’d love to explore some more Italia.
- Your music is often defined as very “spiritual”, and I find this a very interesting adjective, as I think that electronic music can have a very ritualistic/ tribal dimension: entering the dark club is like switching to another world, with the DJ as a shaman that guides the audience into a trance-like state with its music. Do you agree with that?
I agree, but leaving aside all egoistic aspects of it. Now a day, I find the ‘name’, and promotion, and attitudes very self centered, as if the dj/performer is some kind of god. I like to feel horizontally about this, you know? Like “we are all in this together, let’s travel safe”. Then it is a sincere trance, not a manipulative one.