Negli ultimi due anni Sudanim, label boss insieme alla partner-in-crime MM (Miss Modular) della Her Records, aveva centellinato le uscite a suo nome: qualche traccia sparsa sui volumi 3 e 4 delle compilations della sua label, un’altra (Seydou) sulla compilation Sound Pellegrino del 2015, qualche remix, poca roba insomma.
L’attesa però è stata ricompensata, e il produttore inglese si prepara a far uscire il 10 Marzo il suo nuovo EP Hives, ovviamente sempre sulla sua Her Records. L’attesa non è stata casuale, e questo nuovo lavoro segna uno scarto rispetto alle produzioni precedenti di questo artista, evidenziato anche dal cambio di nome nel semplice Suda. All’origine dell’evoluzione nel suono c’è l’ispirazione partita da uno studio accademico ad opera della University of British Columbia di Vancouver uscito nel 2009, secondo il quale la musica viene percepita dal nostro corpo non solo dalle orecchie, ma anche attraverso la pelle. La qualità quasi materica delle timbriche usate nella produzione sembra essere un riflesso della ricerca operata in questa direzione, e molti sono ringraziamenti nelle note dell’EP ad amici e colleghi come Murlo, Scratcha DVA e Zora Jones per l’ispirazione e l’influenza esercitata in questa fase di cambiamento.
Il primo estratto dall’EP era stato il singolo Inner Monologue di qualche mese fa, traccia epica ed inquietante che sembra essere una visione di un futuro distopico, dove una voce distorta che pare provenire dalle viscere di una macchina sembra cercare contatto con un immaginario interlocutore.
Idiopath invece è pura claustrofobia da club, con un ritmo incalzante e teso che la renderebbe perfetta come colonna sonora di un inseguimento in una fabbrica buia ed abbandonata dalle pareti rugginose, con tanto di momenti di pausa nella quale il nostro immaginario protagonista sembra fermarsi per cercare la direzione migliore in cui scappare.
L’artwork delle release è di Pablo Jones-Soler.
Tracklist:
1. ‘Inner Monologue’
2. ‘Idiopath’
3. ‘Faced’
4. ‘Hive/Mind’
5. ‘Knotweed’
6. ‘Inter’