Quasi a voler bilanciare la coloratissima ed euforica dose di funky e disco racchiusa nell’EP Blind Disco di Jun Kamoda, la bristoliana Black Acre si sposta, con la sua ultima uscita, verso territori più dark, pubblicando il 30 Giugno l’EP Seeing di Prayer.
Cresciuto nel Midlands e trasferitosi a Londra, il suono di Prayer si porta dietro l’eredità dei suoi studi di pianoforte, chitarra e composizione, ben evidenti nelle orchestrazioni di archi e tastiere, e non maschera il debito verso le sue fonti d’ispirazione, che oscillano fra compositori contemporanei come Michael Nymar, Max Richter e Phillip Glass, e produttori del calibro di Burial e Clams Casino.
Prayer è un produttore che tenta di costruire un ponte fra la musica classica e il mondo del clubbing, ed il suo ultimo EP segna una direzione importante nello spostamento del suono in direzione più smaccatamente elettronica, come racconta lui stesso:
SEEING again explores relationships between two different areas of music; pushing for the diversification of classical music. Although more aggressive and instant than my previous work, it still fully compositional in its nature. The aim was to contrast harmony with brash rhythm, balancing perceived elegance and the abrasive
Delle quattro tracce che compongono l’EP, l’iniziale Alone suona come una versione più synth-heavy e new wave di Burial, mentre il nucleo composto da Decline e Seeing spinge progressivamente il ritmo della release verso un crescendo: Decline potrebbe essere descritta come il punto d’incontro fra trap e witch-house, mentre nella title-track un martellante breakbeat jungle diventa la base su cui scivolano lussureggianti samples vocali e pads dal sapore ambient. Si finisce con la cinematica First Light che fa gli onori dei titoli di coda.
Seeing è la release che farà felici i fan di Burial e le frange più gotiche dei clubbers. #enjoythebar
Seeing tracklist:
- Alone
- Decline
- Seeing
- First Light