Esce oggi sulla newyorkese Tri Angle “Communion”, il “primo atto” sulla lunga distanza di Rabit, moniker del producer texano Eric Burton, che nel corso degli ultimi due anni si è insidiato, prepotentemente, all’interno della scena underground angloamericana grazie a 4 EPs letali e molto apprezzati dalla critica (“Baptizm”, “Sun Showers”, “Double Dragon” e “Terminator”) senza dimenticare “Black Dragons”, realizzato in featuring con Riko Dan e pubblicato da Glacial Sound, vero e proprio meteorite da pista letteralmente infuso in sonorità ibride tra soft-dubstep, UK grime ed Hip Hop (pare che in principio fosse letteralmente ossessionato dalla scena americana del beatmaking e dal sampling).
L’ultimo lavoro, “Communion”, esprime un cambio di direzione, anzi di orizzonte, rispetto ai precedenti lavori, a partire dalle remote influenze hip hop che tanto lo avevano ossessionato in passato (che scompaiono del tutto) ed apre a sonorità più marcate, quasi hardcore, espressive di un sentimento di ribellione e rifiuto. Substrato di “Communion”, infatti, è un segreto sentimento anticlericale del produttore che coltivava da tempo, creatore di angoscia e paura, neutralizzabile solo con una purificazione spirituale, introspettiva, duale (da qui il richiamo alla communion).
In “Pandemic” si assiste ad una angosciante ed incessante progressione cinematica di effetti sonori sinistri, fruscii, cigolii, pistole, con un sottofondo vocale sporco low fidelity; in “Snow Leopard” l’angoscia è meno evidente ed emerge una melodica fluttuazione fatta di synth, sciabole e fiati di guerrieri immaginari che pare combattano con ordine senza mai affondare il colpo, in “Fetal” si oscilla tra i nitriti di cavalli alati e colpi di mitragliatrici che sembrano mancarli, “Advent”, invece, è un paesaggio offuscato, struggente, fatto di synth lenti ed incessanti , “Trapped in this body” evoca un’inseguimento incompiuto “Burnerz” e “Black Gates” sono episodi di tenue violenza fatta di calci e coltelli roteanti.
La bellezza del lavoro stà, oltre alla perfetta fusione di elementi stilistici propri dello UK Grime e della Techno con derive hardcore più frequenti incursioni da beat maker, in quello che riesce ad esprimere: una violenza-nonviolenza, un’angoscia non eccessivamente avvolgente, una paura controllabile.
Rabit - Communion LP
[OUT now on Tri Angle Records]
TRACKLIST:
1. Advent
2. Snow Leopard
3. Fetal
4. Artemis
5. Ox
6. Flesh Covers The Bone
7. Pandemic
8. Burnerz
9. Glass Harp Interlude
10. Black Gates
11. Trapped In This Body
12. LostFile2
13. Looming
14. The Daughter Of The Firmament