“Music is Math”, dicevano i Boards Of Canada in “Geogaddi”. Teoria, quest’ultima, certamente non nuova: il legame tra Musica e Matematica e lo studio dei fili invisibili che le uniscono è stato materia di ricerca ed analisi per moltissimi filosofi, religiosi e scienziati nell’arco della storia dell’Umanità (se avete voglia di leggere, Wikipedia ha una pagina dedicata all’argomento). Anche tra i musicisti non sono stati pochi quelli che hanno affrontato le sette note ed il rumore con spirito analitico, tante volte annettendo agli esercizi con gli strumenti veri e propri approfonditi studi matematici: tra Bach e Philip Glass, da qualche settimana per il web gira anche il disegno che trovate a fondo articolo.
Da attribuirsi a John Coltrane, leggendario sassofonista e compositore americano (nonché prozio, con la moglie -e celebre pianista- Alice Coltrane, di Flying Lotus) il quale lo regalò nel 1967 al compositore americano William Emanuel Huddleston aka Yusef Lateef, il quale a sua volta lo incluse nel suo libro “Repository of Scales and Melodic Patterns”, il disegno tracciato a penna rappresenterebbe la visione geometrica delle scale musicali di John Coltrane, recentemente riemerso grazie all’opera di promozione culturale ed alle idee del sassofonista Stephon Alexander, che proprio un anno fa ha pubblicato un libro, “The Jazz of Physics”, il cui obiettivo principale è quello di sottolineare, usando come leva il conclamato legame tra musica e matematica, la vicinanza di tutti i più grandi jazzisti di ogni tempo con le teorie fisico-geometriche che hanno portato poi Albert Einstein a definire la Teoria dei Quanti.
Non una forzatura, stando prima a Yusef Lateef, che sottolineava il legame “spirituale” delle idee musicali di Coltrane con la sua “Autophysiopsychic Music” - “Music which comes from one’s physical, mental and spiritual self” è la definizione che ne da lo stesso Lateef (leggi qui), che ne farà anche un celebre album datato 1977 - e poi a Stephenson, che sempre un anno fa ha provato a spiegare le sue teorie al portale internazionale di Wired in un video - che potete vedere in testata.
Insomma, l’immagine qui sotto mostrerebbe di fatto -se proprio non volete approfondire l’argomento- che da John Coltrane ai Boards of Canada il passo e breve. Con buona pace dei detrattori della musica elettronica. #Enjoythebar