In questi giorni agli abitanti di Pechino le autorità del luogo hanno consigliato di non uscire di casa: la metropoli è avvolta da una spessa e preoccupantissima nube giallognola di smog e polveri sottili. Da decenni, poi, le calotte polari si stanno lentamente e silenziosamente sciogliendo e il buco dello strato di ozono è sempre più largo.
Come se non bastasse, incuranti come al solito di tutto, stiamo lentamente trasformato il nostro più importante ecosistema, l’ oceano, in un cumulo di spazzatura. Ignoriamo volontariamente e ipocritamente che circa il settanta per cento della nostra terra è coperto di acqua: se distruggiamo l’oceano, allora distruggiamo il Pianeta intero.
Partendo da questi presupposti infelici, un gruppo di creativi provenienti dai quattro angoli del pianeta si sono riuniti per “Parley of the Oceans”, una campagna che vuole essere uno “spazio per creatori, leader e pensatori con lo scopo di incontrarsi per sensibilizzare le menti alla bellezza e alla fragilità dei nostri splendidi oceani e collaborare per rendere realtà quei progetti che possono arrestare il loro processo distruttivo.”
Ed in prima linea troviamo niente di meno che Florian Schneider, il co-fondatore dei Kraftwerk, storico e acclamatissimo gruppo pioniere della musica elettronica. Come parte del progetto, Schneider ha realizzato una traccia rilasciata, “Stop Plastic Pollution”, che vuole essere una “ode elettronica agli oceani”. Nella traccia infatti, che mantiene fede alle sonorità dei Kraftwerk, una voce sintetica, tipica dei loro vocoder, invita a salvare i pesci e l’oceano, proprio per sensibilizzare le nostre menti.
In mancanza di notizie circa il nuovo album dell’iconico progetto teutonico, dovremmo accontentarci…per una giusta causa. #enjoythebar.