#Homework20yrs: i Daft Punk e la storia di “WDPK 83.7”

Chi ci segue sulla Pagina Facebook Ufficiale sa che questa settimana stiamo dedicando i nostri #GoodmorningTsinoshi, ovvero il buongiorno in musica di Tsinoshi Bar, al ventennale della pubblicazione di “Homework” dei Daft Punk. Bene, oggi facciamo uno, anzi due strappi alla regola: stamattina vi abbiamo brevemente raccontato “Revolution 909”, ora invece dai social ci spostiamo sul nostro sito. Il motivo? C’è una storia da raccontare, quella della traccia più breve del debut album del duo francese, “WDPK 83.7”: ventotto secondi soltanto che, però raccontano un pochino di più di quello che saranno di Daft Punk dal punto di vista discografico…sotto tutti i punti di vista.

Facciamo un passo indietro: da “Revolution 909” ritorniamo a “WDPK 83.7”: il nome, evocativo di quello di moltissime radio dance americane dell’epoca, è sostanzialmente la parola “Work” senza le due lettere centrali, sostituite dalle iniziali del duo. La parola “Work” non è un caso: oltre ad essere contenuta nella “seconda parte” del titolo dell’LP, può essere considerato un collegamento / tributo ad uno dei riferimenti “dance” del progetto francese, ovvero la Ghetto “Booty” House di Chicago (e a Dance Mania, leggendaria etichetta della Windy City che 3 anni prima di “Homework”, nel 1994, aveva pubblicato “Life In The Underground”, iconico doppio LP di Parris Mitchell contenente proprio una traccia “Work It”, il cui sample vocale sarà più volte usato dai Daft Punk nei loro futuri dj sets).

Parlando del contenuto audio, “WDPK 83.7” dura solo 28 secondi, ma è di fatto la vera introduzione dell’album nonché una delle tracce più singolari dei Daft Punk: oltre a contenere la celebre frase “WDPK 83.7 The sound of tomorrow, the music of today, brings you exclusively Daft Punk’s Homework” (che verrà riutilizzata, modificata, in diverse occasioni, una per tutte l’Essential Mix registrato dal duo per la BBC e mandato “on air” poche settimane dopo l’uscita di “Homework”), “WDPK 83.7” è sostanzialmente composta da scampoli di “Da Funk” ed un’altra traccia, “Musique”, dalla storia davvero particolare: pubblicata da Thomas e Guy-Manuel come B-side della seconda stampa del singolo di “Da Funk”, uscita nel 1996 su Soma Records, etichetta degli scozzesi Slam, prima label a credere nelle potenzialità del duo transalpino, a seguito del successo ottenuto grazie al supporto dei The Chemical Brothers nei loro dj sets (la prima stampa fu sostanzialmente privata con tiratura limitata a “sole” 2.000 copie - com’era diverso il mondo nel 1995 eh!), “Musique” tornerà in auge dieci anni dopo “Homework”, ovvero con l’uscita in CD di “Musique Vol. 1 1993–2005”, raccolta antologica del 2006 che includeva, oltre a tracce prese da “Homework”, “Discovery” e “Human After All” (ovvero i tre album pubblicati dal duo robotico su Virgin in base all’accordo contrattuale - tante sono le voci di corridoio che raccontano “Human After All” come un “album di ripiego” scritto solo per risolvere le beghe burocratiche tra le due parti), anche i tre leggendari remix firmati da Thomas & Guy-Manuel per Scott Groves, Gabrielle e Ian Pooley (diversa la tracklist per la versione DVD).

Quanta storia in soli ventotto secondi, vero? #enjoythebar