Kevin McPhee, produttore canadese, torna con due nuovi singoli dopo il suo debutto per Idle Hands nel 2011. Con “Unwind” e “A Jam”, finalmente, mette forse da parte il lato malinconico che ha quasi sempre contraddistinto la sua classica house music (sia mixata che prodotta) e si esprime attraverso un progetto più maturo, nella speranza che riesca ad instaurare definitivamente e fortunatamente il suo intimo legame con la sua formazione musicale.
Facendo partire l’A-side “Unwind” ci si rende subito conto che la traccia prende vita urtando oscillazioni che si aggirano intorno a pugnalate jazzy e ad un contagioso vocal femminile, forse troppo ripetitivo, ma che, per tutta la durata, non mette mai a disagio e potrebbe lasciar intendere una sorta di “apertura a strada spianata” per l’entrata della successiva.
Nella speranza, quindi, di una ripresa più energica e che ristabilisca gli equilibri di postura persi dopo pochi minuti dalla scrivania, con l’apertura del B-side “A Jam” si percepisce un’impronta minuziosamente e forse volutamente più contenuta e profonda, con un marchio di percussioni sciolte, ma con una Bassline da pesi (quasi) massimi, dove sceglie di mescolare rendering annebbiati e loop vocal decisamente antiquati e poco brillanti.
Due tracce semplici, troppo morbide e decisamente non molto originali per questo nuovo progetto di McPhee, che decide probabilmente, partendo dalla base, di affidare fai conservatori e amanti della Classic House Music il compito di delegare ai propri impianti le vibrazioni che gli sono nuovamente sfuggite durante questa nuova produzione.
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