Niagara
Hyperocean
Monotreme Records
unknown
published:
29 Aprile 2016
Che Torino sia una delle città più prolifiche nel dare i natali ad artisti di un certo livello è un dato di fatto, e i NIAGARA non sono che un’ulteriore conferma. “Hyperocean”, questo il titolo del loro LP, è un viaggio verso l’abisso più profondo, l’ignoto, una sperimentazione sonora in divenire che di traccia in traccia porta l’ascoltatore sempre più a fondo, per poi farlo riemergere di colpo per brevi ma intense boccate d’aria.
Apre l’album “Mizu”, un vortice di sonorità graffianti sapientemente mixate nella Panthalassa - il preistorico oceano che circondava la Pangea - di registrazioni effettuate sott’acqua tramite un idrofono. Segue la title track “Hyperocean”, un ritmo spezzato incalzante condito da vocal ripetuti, ipnotici ed ossessivi. “Escher Surfers” ha un anima pop, per quanto possa essere considerato tale. Se “Blackpool”, con i suoni cupi ed i field recording, trascina l’ascoltatore nei meandri più profondi dell’”iperoceano” costruito dai NIAGARA, “Firefly” rappresenta la serenità che si può trovare solo una volta arrivati fino in fondo ad esso. “Fogdrops” torna sulle sonorità di “Escher Surfers”. In “Roger Water”, evidente tributo al bassista dei Pink Floyd, si riemerge dal fondale e per incontrare un mare burrascoso, con alte onde che si infrangono sui colpi di cassa andando a dar vita ad un pezzo dubstep oriented, aggressivo e irruento. Dopo la tempesta torna la tranquillità, “Drift” è quello che ne rimane: una traccia rilassante dalla vena malinconica. “Solar Valley” e “Twin Horizons” rappresentano la parte più sperimentale del disco, le voci si fanno più robotiche, le percussioni più glitchate, i ritmi più irregolari. L’album si chiude con “Alfa 11”, una lunga traccia ambient che da sola basterebbe a esprimere l’essenza dell’album.
“Non si entra mai due volte nello stesso fiume” diceva Eraclito, per “Hyperocean” vale la stessa affermazione: ad ogni ascolto gli si può dare un’interpretazione diversa. L’acqua, l’elemento chiave che ha dato origine all’album, è onnipresente in tutte le sue sfaccettature, dalle registrazioni con l’idrofono al video a 360° - realizzato da Cy Tone - che ha accompagnato il singolo “Hyperocean”. I NIAGARA con questo album hanno dimostrato di aver raggiunto la maturità musicale facendo un passo avanti rispetto ai precedenti “Otto” e “Don’t Take It Personally”, sentiremo parlare molto bene di loro.