Parra for Cuva & Senoy - Darwīš


Parra for Cuva & Senoy

Darwīš

Project: Mooncircle

PMC152


published:

27 Maggio 2016

L’urgenza di allontanarsi dalla metropoli per perdersi dentro se stessi e non pensare a quello che si deve fare, far prendere il sopravvento al voglio e non al devo, per un momento di vita vera, al fine di rinnovare dentro di noi la scintilla dello spirito sopito.
Nicolas Demuth e Jonas Lechenmayr danno forma sonora e consistenza metrica a questa “Wille zur Macht” di nietzschiana memoria con un disco, prodotto dalla tedesca Project: Mooncircle, frutto di un viaggio intrapreso dai due giovani produttori nel sud della Spagna, lontano dal trambusto di Berlino e immersi nella luce calda del sole iberico.

“Sacred Feathers” schiude le atmosfere del disco seducendo con delicata ostinazione e introducendo chi ascolta in una dimensione altra rispetto al presente; il viaggio è il tema principale del lavoro e “Quadrant” scompone il concetto di base interrogando le distanze e lo spazio che pian piano si dilata, un allontanamento graduale che nello scorrere della traccia interpreta i sentimenti che ci spingono al viaggio. “Yuyun” è la curiosità e la sorpresa dei luoghi sconosciuti: come spiraglio luminoso lascia che la nostra fantasia possa correre libera immaginando posti nuovi, luoghi sconosciuti dove vorremmo essere, in pace con il mondo e con noi stessi. Questa idea prende forma a tutto tondo in “Ellajazz”, sospensione del percorso dal suono balearico nella quale perdersi al tramonto, sciogliendo i legami con la realtà, per chiudere gli occhi e ritrovarsi in un infinito senza tempo.

In “Auryn” la ritmica si fa più serrata e, dopo il senso di pace poco prima assaporato, si fa largo il piacere di trovarsi altrove; “Darwīš” dà il nome al disco e rappresenta il Tempo in una perfezione incommensurabile, autodeterminata nel prima e nel poi del moto perpetuo del mare che si confonde nella ipnotica danza di percussioni berbere, figlie delle sabbie eterne del Sahara: è la traccia principale del disco, qui il concept è portato alla sua massima espressione e realizzato nella maniera più poetica. “Reality” cambia la prospettiva e produce un’incrinatura emotiva lungo la superficie polita e opalescente che Nicolas e Jonas hanno finora levigato, con movimenti sonori calibrati come un mantra. “Celestial Charts” ricompone l’equilibrio ripresentando le sensazioni ambient già assaporate in “Ellajazz” e prepara l’ascolto di “The Walk” che movimenta il disco con suggestioni sospese tra oziose reminiscenze che portano indietro i ricordi alle selezioni di José Padilla e spunti compositivi che omaggiano le produzioni di Scott Hansen. “Syu” ammortizza la spinta e ricorda che il viaggio migliore è quello che si prende il suo tempo; abbassa così le frequenze del battito cardiaco, ammorbidisce i toni e ovatta i sintetizzatori per condurci dolcemente - nuovamente - sulla riva del mare. “OnoM” chiude il viaggio nel migliore dei modi possibile, magnetizzando l’ascolto con modulazioni acquatiche e arpeggi sintetici che come argento colato, caldo e avvolgente, sigilla sul finire il cuore luminoso e confortevole di questo disco equilibrato e piacevole.