Samuel Larsson è uno di quei personaggi che, nel loro essere artisti, rappresentano una parte davvero considerevole della storia del movimento techno europeo degli ultimi 15 anni.
Magari a voi non dirà nulla, sappiate però che Samuel Larsson, svedese di Gothenburg, ha fondato nel giro di tre lustri ben 3 etichette, una delle qual (klap klap) ancora attiva, che hanno con il loro stile e peculiarità hanno cadenzato letteralmente lo sviluppo della musica techno nel continente europeo.
Da solo o in collaborazione con altri nomi importanti della scena (a memoria si possono citare Andreas Saag ed Emmanuel Top) l’esperienza musicale di Larsson si riunisce sotto un unico comun denominatore, un moniker, che nel tempo è diventata una seconda pelle in cui riconoscersi ed evolversi: Samuel L Session.
Fatto questo piccolo preambolo, ecco la notizia: Samuel L Session esce con un vinile su ARTS.
Si, avete capito bene: un colosso come Samuel L Session ha rilasciato un EP 4 tracce per la giovanissima etichetta (di cui abbiamo già recensito ARTS01LTD) fondata e diretta dal nostro Emmanuel, amico della prima ora di Tsinoshi Bar.
Musicalmente il lavoro di Samuel assume connotati ancora una volta innovativi: in un mondo musicale, quello della techno, dove sostanzialmente la techno-dub di estrazione berlinese, peculiare per le distorsioni e la profondità dai connotati dark del binomio drum-bassline, si contrappone alla corrente più “main” ma ugualmente d’impatto che fa capo a CLR e Drumcode, sancta sanctorum di mostri sacri del movimento come Beyer e Liebing, al netto di estremizzazioni e progetti / etichette che trovano il supporto di entrambe le realtà (un esempio su tutti, Stroboscopic Artefacts), ecco che Samuel L Session si presenta su ARTS con 4 tracce che, senza nessun timore reverenziale, approcciano la techno 2.0 sotto l’egida della coesione delle due correnti creando di fatto una “Techno Nova”, che fonde elementi dell’uno e dell’altro scenario.
Forte di 3 lustri di studio, ricerca, partecipazione e dedizione al movimento, Mr. L Session sfodera grinta da vendere, certo, ma con la consapevolezza che alle volte demolire non è sinonimo di inaridire, che il saturo non esclude la melodia: Studio Tape, ad esempio, con il suo synth riempipista, è simulacro di questa nuova prospettiva, cui fa degno seguito Altered Cycle, traccia numero 2 che va a chiudere all’insegna della rudezza (il ride che cadenza la traccia è da urlo!) il side A dell’EP.
Rhodes Island è una cannonata, semplice e pura, senza “se” e senza “ma”; Cheap Tape rappresenta, sempre alla Samuel-maniera, grazie all’andamento “morbido” ed una sezione strumentale “da viaggio”, il lato deep della faccenda.
Un B side, insomma, che regala emozioni, voglia di ballare e che sostanzialmente rompe gli schemi esattamente come il lato A: che sia stato finalmente dischiuso il vaso di Pandora?
Concludiamo con una piccola riflessione. Alla seconda release in vinile ARTS presenta un monolita della techno che, come se nulla fosse, si mette in gioco alla stregua di un debuttante. Merito di Samuel? Merito di Emmanuel, in evidenza questa volta, svestiti per un momento i panni del producer, come capacissimo A&R?
Sincero, non so rispondervi, amici di Tsinoshi Bar. Il fatto è un altro: con una seconda uscita così, cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi mesi!?!?
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