Thug Entrancer - Arcology


Thug Entrance

Arcology

Software

SFT058


published:

Marzo 2016



Trenta secondi d’introduzione: “ROM” è come scosse di assestamento, movimenti necessari per adeguarsi a nuove condizioni ambientali, una sorta di atterraggio su un pianeta in cui la vita per come la intendiamo noi chissà se è mai esistita. O meglio, come atterrare nella memoria di un macchinario alieno dalla tecnologia iperavanzata, un automa biomeccanico capace di ricordare i suoi precedenti stati evolutivi.

Ryan McRyhew, lo statunitense che si cela dietro gli scenari futuribili di Thug Entrancer, ha concepito questo suo ‘Arcology’ partendo da un impianto dove di centrale importanza è la componente improvvisativa, lasciandosi ispirare dall’universo sci-fi sviluppato da Milton Melvin Croissant III, responsabile di artwork, live visuals e dei video di alcune delle tracce contenute nell’album. Il risultato della collaborazione tra i due ha portato alla creazione di un’efficace narrativa fantascientifica: ci troviamo in definitiva a viaggiare entro i confini di una colonia aliena, luogo ideale per descrivere una società dove la “vita” è regolata da strutture meccaniche ed enormi flussi di dati.

Venendo al contenuto musicale, ci troviamo di fronte alle impalcature footwork mutanti già marchio di fabbrica nell’esordio ‘Death After Life’, qui espanse in più direttrici: abbiamo il mood Detroit techno di “Terrain”, le paludose astrazioni dell’ambientale e splendida traccia che dà il titolo all’album, l’electro cristallina di “Exo-Memory”, substrati dub minimali in “Bronze” e interludi come ballate da iperspazio (“Low-Life”, “VR-Urge”). Il picco dell’album è però da ricercarsi nei quasi otto minuti di “Wage Mage III”, un microcosmo a sé, dove le cesellature di 808 e i ricami acidi di 303 si fondono a meraviglia su arpe digitali e carillon sintetici.

La chiusa di “Xeno” ci riporta al punto di partenza, smottamenti e glitch che potrebbero rappresentare rese audio di alcune tappe del processo di sviluppo autopoietico della società illustrata in ‘Arcology’, una società che è tutta isolamento e routine automatizzate. Enjoy the journey.