Laurent Garnier
La Home Box
Pias
F267CD
published:
18 Maggio 2015
Il ritorno di un dei miei dj e producer preferiti, il ritorno di Laurent Garnier! Ci sarebbe molto da scrivere su di lui, ma ogni parola è superflua poiché per conoscerlo basta ascoltare le sue produzioni che hanno coperto 20 anni di storia della musica elettronica, e tutto magicamente diventa chiaro. E ancor più che le produzioni, è conveniente ascoltare i suoi dj set per comprendere e gustare l’eclettismo di questo personaggio.
L’album intitolato “La Home Box” è uscito su FCOM, etichetta francese di proprietà dello stesso Garnier che ha ospitato sul suo catalogo artisti come: Mr Oizo, Llorca, St Germain, Galliano e molti altri e si apre con “Psyché-Delia”, un brano ufficialmente psichedelico, quasi esotico, dove il synth rimanda a mondi lontani, mediorientali, mentre il basso scandisce il groove; lo stile si fa sentire! Il secondo brano s’intitola “Enchanté”: il french touch torna in primo piano, è presente un campione vocale ripetuto quasi incessantemente e il synth è quasi struggente, a tratti epico. Una traccia molto semplice, ritmata, dall’accordo che sale e scende di nota, fila dritta al punto da essere forse perfetta per chiudere un set da “mani al cielo”. Con “Rise & The Fall of the Donkey Dog” abbiamo il primo cambio di direzione del disco che arriva grazie ad una ritmica degna di un brano trip hop, con il pezzo che attacca in stile cosmic e poi evolve tramite in synth metallici, industriali, quasi apocalittici; un bel viaggio, insomma. Si ritorna a ballare con “I’m Going Home” a suon di techno scura e dritta, sintetica, con un bassline che “gira” inquietante per tutto il brano, spezzato a tratti da una cassa che non sempre suona dritta.
“Revenge of the Lol Cat” è la dimostrazione che Laurant Garnier è un artista completo: mi ritrovo nuovamente tra scenari apocalittici, il pezzo sembra una citazione ai primi dischi di Juan Atkins, carico di un’atmosfera inquieta e robotica degna di un film in stile Blade Runner. Garnier ha pensato anche di dedicare un brano anche a una categoria sociale mai quanto negli ultimi anni tanto amata: l’atmosfera di “M.I.L.F.” non si distacca di molto dal brano precedente, cassa spezzata martellante e atmosfere post atomiche. Dopo due tracce buie, ecco che la luce dunque ritorna a splendere con “Bang”, esplosione di pura e fresca aria “francese” composta da campione vocale, ritmo incalzante, colpi di piano e sax sintetico, sostanzialmente una bomba di stile. Nell’album non poteva mancare una traccia tribale ed ecco che è quindi il turno di “Boom”: congas, vocal voodoo e ritmo sempre e rigorosamente incalzante (mettetevelo bene in testa, questa è una chiave di lettura fondamentale per i dischi del re francese della techno); si balla! “And The Party Goes On” mi ricorda le produzioni di Motor City Drum Ensamble, con pad in stile Detroit che si allunga per tutta la durata del brano, vocal pitchato in basso e groove lento, ma molto caldo. Il disco chiude con il remix di Husbands sul brano “Rise & The Fall of the Donkey Dog”: confermo che la Francia vince con un pezzo pop non scontato, cantato, delicato e indiscutibilmente bello.
Non mi capitava di recensire un album descrivendo ogni singolo brano da molto tempo, ciò significa che il buon Garnier ha creato un disco vario, bello e mai scontato. Alla fine… chi ha esperienza la sa sempre lunga!
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