Finalmente è arrivato l’ultimo nato nella bella serie di plugin’s Eventide: H3000. Una sola parola: WOW.
L’H3000 è una dei pochi “rack effetti” che molti studi di registrazione tengono ancora nella loro equipment list. E se chiedete ad un roadie che lavora in produzioni medio alte vi dirà almeno una ventina di artisti che hanno tenuto live e studio questo gioiellino sempre attivo.
L’H3000 è una macchina complessa, molto ampia, è uno di quegli aggeggi che si muove solo se cavalcato in modo sinergico dalle tecniche di un FOH engineer e da quelle di un musicista sul palco. Qui siamo allo stato dell’arte (sempre che la musica regga il tiro).
Ora Eventide esce con un plugin replica. Stile addetti ai lavori, fedele
all’interfaccia originaria dell’hardware perché chi lo userà lo conosce già e le abitudini di programmazione su questa macchina facilitano di molto il mestiere. In realtà la grafica è ordinatissima, non accattivante, ma ordinata e questo lo rende veramente user friendly, appiccicatelo ad ableton e via.
Il grafico 3D che mostra il lavoro del delay multibanda è uno dei punti di forza di questa informatizzazione totale. L’azienda, che da sempre lavora su applicazioni anche molto distanti dal settore musicale, non rinuncia a piazzare in prima pagina il tecnicissimo diagramma dei flussi di segnale multibanda che, in effetti, è la chiave d’accesso dell’H3000, quello per cui è stato costruito.
H3000 band delay va a rinforzare la bellissima serie di plug eventide che se ne fregano del mercato KRV plugins e tirano dritto per la loro linea di artigianato musicale solido, tecnico e assolutamente HIGH END. Da oggi, c’è chi avrà meno cavi rotti nella patchbay soprattutto su cori, pad e arrangiamenti, “dove al top bisogna suonare, ma anche spediti bisogna lavorare”. Open tests war and go eventide.