Murphy Jax – Teleport: Echo City [CHIWAX002LP]

Da tempo aleggia tra i club l’idea della morte certa per il filone modern disco: dopo le grandissime virtù mostrate nell’ultimo anno e la conseguente commercializzazione dovuta a NiCe7, Sharam Jey e i Daft Punk, i nostri amati synth sembravano dover essere spenti e chiusi in cantina un’altra volta. Ma così non è.

Perso come non mai nel filone disco dei settanta-ottanta (testimonianza lo è la sua splendida felpa riportante la scritta “NO MORE POP”), esaltato dalle felici collaborazione con Mike Dunn per Clone nel 2010 e Exploited nel 2012, dall’avventura canadese con My Favourite Robot Records (di cui fanno parte anche Fairmont, Villanova e Jori Hulkonnen), Murphy Jax approda alla Chiwax di Francoforte più in forma che mai e con dei nuovi occhialoni orrendi, da Nerd puro. Artista e Label sono sulla stessa linea di pensiero, che accoglie l’old-school come unica ragione di vita.

Teleport: Echo City è, quindi, un concentrato di energici groove, synth Disco e Deep house (Oblique Moment, Odyssey of Endless Hope, The Emperors Dance e We and the Machines), stesure ritmiche crudamente acide (Conrads Time Machine, Dr Nigel Echo, Funksquelch in featuring con DSB) e tutto ciò che possa essere ricollegato allo stile della Chicago di 25/30 anni fa (Body Movin con Steve Redman, Droids at War feat, The Model, Empire Without End). Dai toni Dark-Techno, anche Dark the Dancer e Invaders Plan sono ottime tracce.

L’opera è, nel complesso, ben curata, ottimamente rifinita e stampata su materiale di qualità (la copertina è molto bella, anche se speravo in qualcosa di più colorato), come ci si aspetta dalla Chiwax!

Ne risulta un lavoro immenso, a metà tra la sperimentazione (l’accostamento dei generi e il ritmo incalzante) e la tendenza moderna (Disco Music), che per qualità risulta essere tra i migliori del circuito Modern Disco, al pari (o forse di più… non oso!) di ItaloConnection e Visitors.

Murphy Jax ha prodotto un album il cui scopo è ciò a cui calibri come i Daft punk, nei loro recentissimi exploit, si sono solamente avvicinati: rendere ballabile, attuale e poco banale un’idea vecchia come la Disco Music. Se una svolta rinvigorente era necessaria, era esattamente questa.

Lunga vita alla vecchia scuola: house o disco sono solo definizioni, le Mirror Ball domineranno ancora a lungo i dancefloor, le donne balleranno nei locali in topless e la droga costerà poco!



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