“Se fai come Simone non puoi certo sbagliar!”.
Giuliano e i Notturni ci danno l’aggancio giusto per presentare il mixato di oggi.
Essì, perché oggi è mercoledì e, oramai lo possiamo dire con certezza, non è veramente mercoledì se non esce il nostro Tsinoshi DJ Podcast.
Questa volta abbiamo un amico davvero particolare: Simone Lanza aka Waxlife. Molti di voi conosceranno il Waxlife dj che infiamma i party “Dragon Club”, organizzati al Rocket di Milano dalla coppia d’assi Allo & Carlo Pastore; altri conosceranno il Waxlife produttore che releasa con John Tejada ed In Flagranti attirando l’attenzione dei blogs di mezzo mondo (e se si schioda pure Discobelle state pur certi che la qualità allora c’è).
Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo lontano dagli eventi, dagli sbattimenti e da quei riflettori che, oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, si stanno accendendo su di lui. E vi possiamo assicurare che già questo, il fatto non essere oramai più molto solo un appassionato di musica, Waxlife non lo ammetterà mai!
Simone è l’antidivo per eccellenza, è uno che li, ora, ti parla di dischi ma il momento dopo ti potrebbe parlare di cazzate, ride, scherza. Non ama prendersi molto sul serio quando non è sul palco e forse lo fa proprio perché sa che poi, quando c’è da entrare in azione, li di giocare non c’è tempo. E, a differenza di tanti altri, Waxlife non ci sta a fare la figura del “fenomeno fuori dal campo” che poi, indossati gli scarpini, si dimostra invece per quello che è, uno dei tanti od addirittura una pippa.
Simone Lanza aka Waxlife le mani le fa andare (letteralmente) quando fa musica. House, disco, techno non sono più generi, ma mezzi attraverso i quali costruire un percorso dedito allo sfogo, alle urla, alla gioia, allo scatenamento di ormoni, di energie inaspettate. La musica il mezzo, il dancefloor lo scenario e il solco dove la forza esplosiva dei suoi set si convoglia ed arriva a chi ascolta, coinvolgendolo nel flusso inarrestabile che, che piaccia o meno, porta inesorabilmente a battere il tempo col piedino.
Forte ma umile, bravo ma ironico: se ti approcci alla musica come fa il nostro Simone non puoi di certo sbagliare. E vuoi vedere che, alla fine, Giuliano e i Notturni c’avevano visto lungo?
Noi di Tsinoshi Bar gli abbiamo fatto un intervista e lui, Waxlife, c’ha dato in cambio in ESCLUSIVA il suo set registrato questo sabato al Wave Of Sound, grande e pazzissimo Festival in quel di Domodossola dove si è esibito al pari di Crookers e Dylan God (a proposito, abbiamo un paio di sorprese a riguardo. N.d.r)
…come sempre, conosciamo assieme un nuovo amico e godetevi la Musica. Push Play!
Tsinoshi Dj Podcast #6: WAXLIFE (Live @ Wave Of Sound 2013 - Italy) by Tsinoshi_Bar_Streamradio on Mixcloud
Ciao Waxlife. Parlaci un po’ di te, presentati agli amici di tsinoshi bar
Ciao a tutti, sono Simone Lanza e sono un grande appassionato di musica.
Ricordi la tua prima esperienza musicale? Ricordi il genere? Qual’è stato invece il primo contatto con la musica elettronica?
Vi racconto questa: non è stata la prima esperienza, ma una delle più significative. Ero in quarta elementare, io ed un mio amico giocavamo “alla radio” (chi gioca alle macchinine magari diventa meccanico, chi gioca alla radio magari..).
Le (audio)cassette costavano molto e con la paghetta di uno che fa le elementari già era tanto se ci compravamo le caramelle. Pero’ eravamo curiosi ed avevamo scoperto che con il pongo o dello scotch sulle fessure superiori, potevamo registrare sopra nastri già incisi! Una scoperta fantastica!
Un giorno uscì in edicola una cassetta di Paolo Limiti (grande Paolo! - qualcuno lo ricorderà), con una raccolta di musica lirica…e come ogni “prima uscita” che si rispetti, costava solo 1000 lire (o forse 500, boh). così l’abbiamo comprata.
Avevo letto qualcosa sulla musica “trash” su un fumetto e così abbiamo iniziato a registrare sopra il “bel canto” spezzoni presi a caso dalle radio, senza nessuna logica e nessun rispetto.
Era un esperimento, abbiamo anche taroccato la copertina con pennarelli e adesivi e abbiamo chiamato questa cassetta “disco trash”, con tanto di presentazione al microfono all’inizio. Sono veramente fiero di questa cosa perchè se mi guardo indietro trovo incredibile avere fatto questa cosa a 8-9 anni..
Quando hai deciso di diventare dj? È nato prima il Waxlife“dj” o il Waxlife “producer”?
Come ho detto prima, più o meno ero in quarta elementare quando ho iniziato a pensare di fare il dj. Dalle scuole medie mi diverto con software per editare e creare musica come “Ejay”, “Magix Music Maker” ed i primi “Fruity Loops”, ma definirmi “producer” è troppo, inizio ad esserlo davvero solo oggi.
Partiamo dal lato produttivo. Prima il legame con Strictly Groove, che ti ha “lanciato” col tuo primo ep, ora “Undiscovered” releasata su Hysterical. Nel mezzo una manciata di remix (due per Jovanotti) e l’onore di uscire con un rework al fianco di John Tejada e In Flagranti. 2 anni belli intensi eh!
Si, ho vinto un “remix contest” per avere una “mia versione” di un disco accanto a quelle di John Tejada e InFlagranti…son soddisfazioni! Era “Red Crocodile” di Things Happen ed è quella la prima uscita su Strictly Groove. In seguito è uscito “Clocks” che considero il mio primo vero singolo su cui ho investito e credo molto, tanto da averne commissionato il videoclip a Brandy Eve Allen a Los Angeles.
Ora è da poco uscito “undiscovered” che letteralmente significa “da scoprire”…un disco particolare, solare, suonato da un chitarrista jazz fenomenale (Matteo Goglio), vi invito a “scoprirlo” da voi!
Qual’è, delle tue produzioni, quella a cui sei affezionato di più? Perché?
“Clocks” è “la prima volta”, ma “Undiscovered” è “la scopata fatta bene”.
Come ti approcci alla produzione? Quali strumenti usi? Cosa pensi del rapporto Analogico / Digitale nella produzione?
Anche se può sembrare contraddittorio, secondo me la prima fase fondamentale per fare musica è l’ascolto. Ascoltare dischi, suoni, concerti sviluppa inevitabilmente qualcosa dentro le persone, che sia curiosità, emozioni, voglia di muoversi, schifo, non è importante, l’importante è che qualcosa si muova…e si muove. Cercare di riprodurre “quel qualcosa” è il secondo passo e per ognuno presenta aspetti diversi che derivano dalle capacità tecniche, dal background culturale, dagli obiettivi che ci pone. Io ho studiato musica ma il computer è il mio strumento, oggi sono talmente potenti e semplici da usare che con un software puoi fare tutto. Per quanto riguarda Analogico vs Digitale posso dire che secondo me, svincolandomi da ogni discussione, la formula migliore è analogico “+” digitale e non “vs”.
Passiamo, già che ci siamo, al Waxlife dj. Che strumentazione usi? Sappiamo che è molto particolare (vedi anche il podcast che hai registrato per noi). parlacene!
Dipende dalle serate. Per il Wave of sound oltre a cdj e mixer ho portato una batteria elettronica su cui suono degli “interventi” oltre che ritmici anche armonico-melodici (dato che via midi puoi settare degli strumenti intonati e non solo delle percussioni) e un vecchio jambè a cui ho applicato un microfono piezo-elettrico (a contatto) per creare dei rumori (dei glitch) e degli “effetti larsen” (non sono esattamente così ma per capirci) controllati. Poi un multieffetto…
Nel djing come vedi il rapporto vinile vs mp3? Il tuo aka è quantomeno evocativo, simone!
La diatriba vinile vs mp3 è la stessa cosa dello “strumento digitale” vs analogico. Il vinile è più figo, ha dei richiami evocativi (appunto), ma per me sono entrambe “possibiltà” che voglio sfruttare, perchè no?
Come prepari i tuoi dj set? Preferisci situazioni da club (come quelle dei party Dragon Club, amici dai quali suoni molto spesso) o cose piu grandi tipo il Wave of sound, ovvero dove hai registrato il podcast? Rispondi alla luce della tua musica e delle tue sensazioni.
Mi piacciono entrambe le situazioni, in entrambe sei condizionato dalle dimensioni del posto e dalla gente. Io poi non ho un “genere” ben definito, mi muovo nell’ambito della musica elettronica-dance, ma è un mondo vastissimo e pieno di cose che mi piacciono, sia che siano più orientate a piccoli club o grossi festival. Un idea di massima della musica che mettero’ ce l’ho sempre, ma poi l’importante è sempre guardare chi hai davanti..
Il posto più figo in cui hai suonato? E la festa più pazza?
Non posso che dire il Wave of Sound! Come festa più pazza pero’ il primato rimarrà sempre una galleria d’arte a Milano di cui non posso fare il nome, gestita da una ragazza che mi ha chiuso dentro, è andata a farsi fotografare -non da me- in doccia con un amica e urlava “pisciami adossooo!”. Giuro che è tutto vero.
A noi lo puoi dire, Cosa c’è dietro il successo di Waxlife e, soprattutto, chi c’è dietro? Chi ti ha supportato di più all’inizio? Ed ora che stai “esplodendo”?
Ma magari stessi “esplodendo” o avendo “successo”! Diciamo che, oltre alla mia famiglia che non mi ha mai ostacolato, tra le tante persone a cui dire grazie, qui lo dico ad Allo (La Valigetta) e Carlo Pastore che hanno creduto in me (ora non più! haha) e mi hanno coinvolto nella loro serata infrasettimanale al Rocket di Milano.
Sappiamo che sei di zona a Milano. Dicci il nome di almeno 2 realtà / progetti musicali che consideri validi a milano, che ti piacciono particolarmente.
Io sono di Varese, ma sono spesso a Milano perché è una città che ha moltissimo da offrire. Più che 2 realtà intese come “serate”, cito 2 club e le persone che come me ci lavorano: il Rocket e il Tunnel.
Siamo su Tsinoshi Bar: sito internet e programma radiofonico. Abbiamo visto che non è la prima volta che il web s’interessa a te. Raccontaci il tuo rapporto con la rete, sia come persona che come “musicista” (abbiamo visto discobelle! Wow!)
Sono molto contento perchè vedo che l’interesse verso di me e la mia musica sta crescendo molto. Io sono all’inizio di un percorso e continuo a propormi a gente che mi piace, siti e blog che seguo e stimo. Capita anche, per fortuna, che questa cosa parta da loro (come nel vostro caso), alla fine l’importante è promuovere la musica!
Progetti per il futuro? Novità in arrivo?
Voglio continuare a fare musica, non voglio fare uscire tante cose, ognuna voglio che lasci il suo piccolo segno. Ho un paio di novità potenti ma non posso dirle…se vi va, seguitemi e le scoprirete!
Dicci 5 dischi che ti hanno cambiato la vita.
“You’ve to come a long way baby” di Fatboy Slim,
“The fat of the land” dei Prodigy,
“The Richard D James Album” di Aphex Twin,
“Sincere” di MJ Cole,
“Tourism” di St Germain
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