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Prequel Tapes
Inner Systems
R’COUP’D / Ninja Tune
RCPD008
published:
13 novembre 2015
Cari ascoltatori di Tsinoshi Bar, tenete bene a mente questo nome. Anzi, forse è meglio dire: forgiatelo come l’acciaio nelle vostre menti! La firma in questione è quella di Prequel Tapes, artista cresciuto a Berlino. Il moniker nasce da un’infatuazione per una dichiarazione rilasciata durante un’intervista del regista George Lucas, che ha definito la saga di Star Wars come una “prequel story”; definizione che piacque talmente tanto all’artista tedesco da mutuarla per il proprio progetto artistico.
Perché dovete inciderlo sull’acciaio? La risposta risiede nell’album in uscita su R’COUP’D / Ninja Tune il 13 novembre intitolato “Inner Systems”, le cui sonorità rimandano metaforicamente all’acciaio puro. Influenzato dalle dimensioni dark dei Cure di “Pornography” e “Faith” e dalla genetica cyberpunk dei Clock Dva, Prequel Tapes debutta con otto tracce di matrice techno-industrial che creano nel loro insieme una dimensione fortemente intimista e oscura.
L’apertura con “Under Your Skin” è ricca di distorsioni rarefatte e spalanca la visuale a scenari apocalittici nei quali sette angeli post moderni fanno le loro trombe radunando le istanze più distruttive del nostro Es. “When We Fall Into the Light” è un titolo ingannevole: la caduta è in una luce gelida fatta di droni deformanti che si assestano intorno alla fine del quarto minuto, per poi esplodere in un turbinio di suoni simili a fasci di luce intergalattica accomunabili, a mio parere, ad alcune tracce dei Fuck Buttons. “Scarlet Fog” è una piccola perla: synths che si estendono con cadenza continua per tutta la traccia si mescolano a sonorità fredde come l’acciaio, dando vita a fondali brumosi ed eterei. La traccia che dà il nome all’album, “Inner Systems”, dà respiro al percorso con synths più luminosi e un po’ più rassicuranti, mentre “Untitled Memory”, “A4J8-D” e “Dragon Keys” si differenziano dalle sonorità precedenti per le loro venature più nostalgiche e malinconiche, in grado di sintonizzare l’ascoltatore su frequenze più intimiste e riflessive, abbandonando quella dimensione dirompente della prima parte dell’album.
Un buon debutto quello di Prequel Tapes, che ha avuto la sua benedizione da un artista molto importante ed influente come Fink, il quale se ne è innamorato dopo aver assistito a un suo live.
Non ci resta che immergerci in un ascolto solitario, in paesaggi sperduti, in contatto con le parti più profonde di sé. Enjoy…