Wave of Sound, quando fare del bene fa bene davvero (a tutti!)

Ora possiamo raccontarvi tutto. Ad un mese dal Wave of Sound, abbiamo intervistato Andrea Tacca,presidente dell’Associazione culturale Wave of Sound. Si, perchè Wave of Sound, oltre ad essere un festival della madonna, è anche un’associazione culturale. E dietro c’è molto, molto altro.

wave of sound instagram

Finora ve ne abbiamo parlato seguendo una certa linea: abbiamo iniziato presentandovelo “in presa diretta” con la review al pepe di Andrea PMP (rileggetela QUI) per poi darvi una panoramica più “artistica” sulle performance di alcuni dei tanti (per davvero) artisti presenti, prima con Waxlife e poi con i Dylan Dog.
A distanza di un mese però, smaltita la sbornia dovuta, per una volta, più alla riuscita dell’evento che all’alcool (forse!), ci sembra giusto parlare un pò meglio di questo Wave of Sound.

Evento oramai consolidato nello scenario estivo della Val d’Ossola, giunto quest’anno, in un crescendo di consensi e successo mediatico, alla decima edizione, Wave of Sound s’impone come una realtà dinamica, solida e positiva, alla faccia di chi crede che, premesse pragmatico-istituzionali alla mano, fare eventi di media-grande portata, a maggior ragione in zone del nostro Belpaese sicuramente meno raggiunte dal furore mediatico o che non siano le Grandi Metropoli (sempre più spesso al palo per quanto riguarda “l’industria” del divertimento), in Italia sia pressoché impossibile.

Fin qui le sempre positivissime premesse istituzionali. Ora che le abbiamo svolte, però, possiamo “parlare come mangiamo” e spiegare bene come si sono svolti i fatti!

Qui a Tsinoshi Bar abbiamo affrontato il Wave of Sound 2013 proprio come andava a noi, da clienti. Zero informazioni, zero “Ciao sono di Tsinoshi”: ci siamo presentati alla porta del Wave of Sound esattamente come tantissimi di voi hanno fatto quest’anno, con la voglia di divertirsi e capirne un pò di più di un evento i cui echi stavano e stanno tuttora arrivando davvero molto lontano.
La prima review, firmata da AndreaPMP, era figlia di quell’approccio, con i suoi apprezzamenti e le sue critiche, senza peli sulla lingua, certo, ma onesta.
Inutile dirvi che è stata molto apprezzata da tutti quanti, nel bene o nel male, esattamente come il Wave of Sound di quest’anno è stato un successo senza precendenti, c’è poco da dire.

Ci siamo resi conto però, giorni dopo, di aver omesso nei nostri articoli un fatto importante, fondamentale quasi, che meritava di essere messo in risalto prima di tutto: prima della line up, prima della location, prima dell’organizzazione impeccabile, prima davvero di qualsiasi altro elemento.
Grazie alla segnalazione di un amico (o meglio, di un nostro follower, ma si sa, qui a Tsinoshi Bar non c’è differenza tra follower e amico!) abbiamo avuto modo di “recuperare” alla nostra mancanza contattando ed intervistando Andrea Tacca, presidente dell’Associazione Artistica Wave of Sound. Sì, perché il Wave of Sound fa capo ad un’associazione artistica che lavora tutto l’anno per costruire l’evento che abbiamo avuto modo di conoscere assieme. E sì, è stata una sorpresa anche per noi!

In genere le nostre interviste, fatte soprattutto a dj & producer, sono molto “instradate”, vincolate a certi canoni e a certi argomenti. Con Andrea è andata moto diversamente: abbiamo fatto una chiacchierata di 2 ore (!!!), di cui chiaramente vi mostriamo un estratto, parlando - certo! - come nostro solito del più e del meno, ma soprattutto di quello che c’è dietro all’Associazione Wave of Sound…facendo alla fine una piacevole scoperta.

Quando il fine è nobile è giusto metterlo in mostra e farlo conoscere, a maggior ragione se il mezzo per raggiungerlo è valido e positivo per tutti. esattamente come il Wave of Sound.

wave of sound immagine 1

\\\\\ Ciao Andrea, presentati agli amici di Tsinoshi Bar.

Ciao a tutti, mi chiamo Andrea e sono il presidente dell’ Associazione artistica Wave of Sound.

\\\\\ Com’è stato il primo contatto con la musica? Te lo ricordi?

Come dimenticarlo? Con le cassette audio! Avevo un registratore, un “mangianastri” (come si chiamavano all’epoca) e ascoltavo quello che trovavo in casa dei miei genitori. Ho studiato pianoforte, poi all’università al primo anno mi sono appassionato all’organizzazione d’eventi, lavorando a Milano nell’ambito delle pubbliche relazioni per molti anni. A me piace la festa, il fatto che una cosa così semplice come stare assieme si faccia meglio con un pò di musica in sottofondo. Quando non c’è, me la creo, la festa.

\\\\\ Qual’è stato il primo contatto con la musica elettronica?

Sicuramente i Chemical Brothers, i primi, quelli di “surrender” e “dig in tour down hole”. Non ho mai voluto fare il dj! Sono sempre stato circondato da selectors, dj, produttori…e mi sono sempre posto questa domanda: se tutti suonano, chi si occupa di tutto il resto? è una scelta mia, insomma.

\\\\\ Com’è nato il Wave of Sound? hai parlato di Associazione, ho capito bene?

2003. La val d’Ossola è una famosa zona di villeggiatura, soprattutto estiva, da sempre. Ci siamo guardati, per il periodo di ferragosto volevamo fare una festa diversa. Così col nostro gruppo d’amici siamo andati nei boschi ed abbiamo organizzato una festa. FINE! Cento partecipanti, 10 euro 5 consumazioni e via andare, senza sbattimenti o calcoli di sorta. Il nostro motto era già all’epoca “accessibile a tutti e per tutti”; è il concetto che ci fa andare avanti anche ora (vedi le navette gratuite all’ultimo wave of sound, costo contenuto del biglietto d’ingresso ecc ecc ecc). La Musica? era come stile a metà tra l’elettronica e la techno.
Il secondo anno, il party ce l’ha chiesto la gente. Abbiamo raddoppiato i partecipanti; da quel momento in poi è stato un continuo crescendo, fino alle 3000 persone di quest’ultima edizione, a 10 anni dalla nascita. Le prime feste le abbiamo sempre fatte in zone molto isolate, praticamente per i primi 3 anni, perché si poteva fare (per la gente) e per i permessi.

\\\\\ …E con i permessi come eravate organizzati?

Risposta: quali permessi? il nostro era un party giovane, fresco e assolutamente randomico come organizzazione. Ci si divideva i compiti, certo, ma era concepita da tutti come un modo “diverso” di divertirci, prima per noi e poi per chi alla festa veniva. Dopo 3 anni però, vista la popolarità, ci siamo resi conto che non potevamo più farlo in questo modo, quindi….eccoci a Druogno! La tolleranza della gente ed i permessi sono cose che arrivano col lavoro ed il tempo: il nostro lavoro, col tempo, ha assunto caratteri sociali, di “intrattenimento sociale” sia per i turisti che, fondamentale questa cosa, per chi la val d’Ossola la vive tutto l’anno. Ed è bello vedere le cose funzionare.

\\\\\ Quindi com’è nata l’associazione Wave of Sound?

Nel 2006 c’era la necessità di regolarizzarsi, quindi abbiamo creato un associazione senza scopo di lucro. C’e voluto tempo e pazienza, il sistema burocratico Italia è complesso, intricato, ogni tanto guarda con sospetto le attività “alternative” del divertimento locale. Abbiamo creato l’associazione, ci siamo dati un organigramma, abbiamo messo in campo conoscenze ed energie assolutamente a titolo gratuito. Ieri come oggi, che abbiamo un evento con 10 anni di vita e 3000 paganti alle spalle. Non è stato facile, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. E alla fine riusciamo ogni anno a creare una cosa per la quale gli stessi dj ci fanno i complimenti.

\\\\\ E la beneficenza? ho sentito parlare di beneficenza. Come vi è venuto in mente?

Ce lo sentivamo, semplicemente. La nostra associazione è senza scopo di lucro, tutti sentiamo “la cosa” come un volontariato sociale. E’ sembrato naturale a tutti quanti, quindi, associare i nostri eventi al sostegno di attività come il “Progetto Pippo”, che aiuta l’area economicamente depressa del Meru, in Kenya, oppure “Il sorriso e la Tenacia”, associazione che sostiene le case di cura e gli ospedali. Molti prendono le ferie dal lavoro per organizzare Wave of Sound, è naturale che ci si associ della beneficenza. E’ naturale che io, in quanto presidente, sovrintenda a tutti i lavori e ci sia sempre, a supporto di ogni sfaccettatura: è il mio modo di ringraziare tutti quelli che ogni anno, ogni giorno mi viene da dire, s’impegnano per la causa della nostra associazione, che punta a fare del bene facendocene noi stessi, del bene, divertendoci!

\\\\\ Immaginiamo che, per gestire un evento da 3000 persone gestito “in grande” come il vostro, ci vorrà un bel pò di lavoro eh?

Il lavoro si spalma su tutto l’anno, c’è chi lavora fin dal giorno dopo il festival dell’anno precedente, in modo da contattare sponsor e artisti. Investiamo davvero tanto tanto tempo. Per questo facciamo durante l’anno anche collaborazioni, dj set ed altri eventi “propedeutici” all’acro evento Wave of Sound. Per molti, tipo me, è diventato quasi un secondo lavoro, visto il mio rapporto con Hysterical (è l’owner e A&R n.d.r)

\\\\\ …Tralaltro, nella mole di lavoro, abbiamo visto che il lavoro sui social media è moltissimo!

Beh si, è impossibile negarlo! Siamo un team molto giovane, quindi è normale che i social media siano parte integrante e fondamentale del nostro lavoro. Tutti abbiamo facebook, tra di noi ci sono grafici, dj, produttori, gente che con i social media già ci lavora al di fuori del Wave of Sound. Tutte queste skills sono sicuramente un plus: fate una ricerca in rete, controllate i canali, il lavoro d’immagine che facciamo e visibile e concreto! Soundcloud, instagram, youtube e facebook sono il pane quotidiano, ma il nostro fiore all’occhiello è la cartella stampa! (ride n.d.r)

\\\\\ Abbiamo parlato d’immagine; è facile quindi collegarsi….Linea artistica? Come vi muovete dal punto di vista musicale?

La nostra è una visione alternativa di quelli che sono i prodotti musicali che ci sono in giro. Questo vuol dire avere una visione davvero aperta. Il messaggio principale che doveva e deve passare è più che altro la “diversità” e la particolarità artistica. Ogni anno la direzione artistica ha assunto sfumature diverse, andando a volte più sull’hip hop, a volte più sull’elettronica. L’importante è far sentire qualcosa che sia di richiamo per la sua peculiarità. Quest’anno abbiamo fatto i Crookers e Guè Pequeno, ma sono passati di noi Motel Connection, Dargen d’amico, Nick Sarno, il collettivo Reset…

\\\\\ L’obiettivo di Wave of Sound per l’anno prossimo

Assolutamente top secret…ma qui vi terremo aggiornati, sicuramente!



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